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Intelligenza artificiale

AI governance,
prima che diventi debito.

L'adozione dell'AI senza presidio normativo è un debito tecnico che matura in fretta: l'AI Act è in vigore e i suoi obblighi arrivano a scaglioni. Ti aiuto a integrare l'intelligenza artificiale nei processi — e a tenerla sotto controllo: assessment dei casi d'uso, policy, formazione, ISO/IEC 42001.

Per chi è

Chi la usa e chi la costruisce.

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Aziende che adottano l'AI

PMI e organizzazioni — in Sicilia e in tutta Italia — dove l'AI generativa è già entrata dalla porta di servizio: chatbot, copiloti, strumenti di produttività. Serve una policy chiara, formazione del personale (già obbligatoria) e la certezza che i dati di clienti e dipendenti non finiscano dove non devono.

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Aziende tech che integrano l'AI

Software house e startup che mettono l'AI nel prodotto: classificazione del rischio ai sensi dell'AI Act, obblighi di trasparenza, governance dei modelli e dei fornitori, ISO/IEC 42001 come vantaggio competitivo. Con la mentalità di chi il software lo ha scritto — non solo regolato.

Cosa comprende

Abilitare l'AI, non subirla.

Assessment dei casi d'uso e classificazione del rischio

Censimento di dove l'AI è usata davvero in azienda — incluso lo shadow AI che la direzione non vede — e classificazione dei casi d'uso secondo l'AI Act: pratiche vietate, alto rischio, obblighi di trasparenza, uso libero. Ne esce la mappa che decide dove servono controlli e dove basta buon senso.

Implementazione AI nei processi aziendali

Integro sistemi di intelligenza artificiale nei flussi operativi, scegliendo strumenti adeguati al contesto e progettando l'architettura di governance che li tiene sotto controllo: policy d'uso, gestione dei dati nei prompt, contratti e verifiche sui fornitori, supervisione umana dove la norma la richiede.

Formazione AI in conformità normativa

L'alfabetizzazione AI è già un obbligo per chi fa usare questi strumenti al personale. Percorsi su misura: uso consapevole dell'AI generativa, gestione dei dati personali nei prompt, obblighi di trasparenza verso gli utenti. Formazione tecnica e di compliance, separate ma coordinate.

Guida alla certificazione ISO/IEC 42001

Accompagnamento end-to-end al primo standard internazionale per la gestione responsabile dei sistemi di AI: gap assessment, definizione dell'AIMS, preparazione all'audit di certificazione. Integrazione naturale con una ISO 27001 già in essere.

AI Act Reg. UE 2024/1689 ISO/IEC 42001:2023 GDPR Linee guida AI Office
Come lavoriamo

Dal censimento al controllo.

01

Call conoscitiva gratuita

Dove siete con l'AI, cosa vorreste farci, cosa vi preoccupa. Senza impegno.

02

Assessment

Censimento dei casi d'uso, classificazione del rischio AI Act, piano con priorità e preventivo a corpo.

03

Governance

Policy, contratti, controlli e formazione del personale — implementati insieme al tuo team.

04

Presidio nel tempo

Monitoraggio dei nuovi obblighi AI Act, aggiornamento delle policy, eventuale percorso ISO 42001.

Con base a Modica (RG), seguo di persona le organizzazioni di Ragusa e della Sicilia e lavoro da remoto in tutta Italia. E siccome quasi ogni uso dell'AI tratta dati personali, il raccordo col GDPR è parte del lavoro, non un extra.

Domande frequenti

AI Act, risposte dirette.

L'AI Act riguarda anche chi usa solo ChatGPT o strumenti simili?add

Sì. L'AI Act non si applica solo a chi sviluppa sistemi di AI, ma anche a chi li utilizza in ambito professionale (i "deployer"). Già oggi vale l'obbligo di alfabetizzazione: chi fa usare l'AI al proprio personale deve garantirne un livello adeguato di competenza. E se lo strumento tocca ambiti sensibili — selezione del personale, valutazione dei dipendenti, credito — possono scattare gli obblighi ben più pesanti dei sistemi ad alto rischio.

Cosa deve fare subito un'azienda che usa l'AI?add

Tre cose, in ordine: censire dove l'AI è già usata davvero (spesso più diffusa di quanto la direzione sappia — il cosiddetto shadow AI), classificare i casi d'uso per livello di rischio ai sensi dell'AI Act, e adottare una policy interna che dica cosa è permesso, con quali dati e con quali controlli. Da lì si costruisce il resto: formazione, contratti con i fornitori, monitoraggio.

Quali sono le sanzioni dell'AI Act?add

Fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale per le pratiche di AI vietate; fino a 15 milioni o al 3% per la violazione degli altri obblighi. Sono soglie superiori a quelle del GDPR. L'applicazione è progressiva: i divieti sono già in vigore, gli obblighi per i sistemi ad alto rischio arrivano a scaglioni tra il 2026 e il 2027 — il tempo per prepararsi c'è, ma va usato.

Che rapporto c'è tra AI e GDPR?add

Strettissimo: quasi ogni uso aziendale dell'AI tratta dati personali. I dati inseriti nei prompt, l'uso di dati dei clienti per addestrare o affinare modelli, le decisioni automatizzate sulle persone: tutto questo era regolato dal GDPR ben prima dell'AI Act. Per questo l'AI governance non si fa a compartimenti: la policy AI, la DPIA e l'informativa privacy devono raccontare la stessa storia.

A cosa serve la ISO/IEC 42001?add

È il primo standard internazionale certificabile per la gestione responsabile dei sistemi di AI (AIMS). Serve a dimostrare — a clienti, partner e autorità — che l'AI in azienda è governata con metodo: ruoli, valutazione d'impatto, controllo dei fornitori, monitoraggio. Per chi sviluppa o integra AI nei propri prodotti sta diventando un segnale distintivo, e si integra naturalmente con una ISO 27001 esistente.

Posso adottare l'AI in azienda senza correre rischi normativi?add

Sì, se la governance nasce insieme all'adozione e non dopo. Il mio approccio è abilitare, non frenare: scegliere strumenti adeguati al contesto, definire i confini d'uso, formare le persone e presidiare i rischi fin dal design. L'alternativa — vietare tutto o ignorare il tema — produce solo shadow AI: l'uso c'è comunque, ma senza controllo.

Approfondimento: cyberattacchi potenziati dall'intelligenza artificialearrow_forward

Primo passo

L'AI in azienda, governata.

La prima call conoscitiva è gratuita e senza impegno: 30 minuti per capire dove siete con l'AI e cosa serve davvero.

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